martedì 9 marzo 2010

Comunicato ufficiale dei giocatori del Castello 2000.

Vogliamo aprire il nostro comunicato ricordando a qualcuno il significato della parola SPORT ovvero “Lo sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore. Lo sport può essere praticato singolarmente o in gruppo (sport di squadra), senza fini competitivi oppure gareggiando contro altri sportivi. In quest'ultimo caso si parla di agonismo sportivo”; la definizione termina con la parola “agonismo sportivo” che forse rappresenta la voglia di superarsi in campo e voler vincere sulla squadra avversaria. E’ bene nella giornata di ieri tutti i sani principi dello sport sono venuti meno per l’inqualificabile comportamento di giocatori, tifosi e soprattutto dirigenti del San Benedetto dei Marsi i quali si sono resi protagonisti di atti di violenza inauditi.
Il clima di tensione si è avvertito già quando noi giocatori del Castello 2000 siamo scesi dal pullman per raggiungere gli spogliatoi; al nostro arrivo il capitano della squadra marsicana si recava con fare minaccioso verso di noi accompagnato da qualche dirigente e qualche compagno di squadra che ci minacciava e tentava il confronto fisico con alcuni di noi.
Una volta entrati negli spogliatoi abbiamo fatto di tutto affinchè si riuscisse a disputare una partita di calcio e non una guerriglia ignorando tali comportamenti. Ma già durante le fasi di riscaldamento il pubblico avversario istigava i “propri giocatori” ad assumere atteggiamenti violenti nei nostri confronti.
Nonostante il clima intimidatorio la prima frazione di gioco si è svolta senza troppi problemi eccezion fatta per il comportamento deplorevole del pubblico e del solito capitano impegnato più a fare interventi a gioco fermo che a giocare a pallone.
La prima frazione di gioco si è conclusa sul risultato di 0-0 con i padroni di casa che avevano fallito un calcio di rigore inesistente assegnato dall’intimorito direttore di gara.
Nella seconda frazione quando il Castello 2000 ha trovato la rete del vantaggio si è scatenata la reazione violenta del pubblico che ha inveito contro noi giocatori e contro l’arbitro il quale ha letteralmente mutato il suo metro di giudizio ed ha iniziato a fischiare a senso unico intimorito evidentemente dalle proteste rumorose del pubblico e dei dirigenti; i quali in più occasioni lasciavano la panchina e si riversavano in campo per offendere noi giocatori. La partita si è conclusa con il risultato di 3-1 per i locali e questo punteggio faceva presagire che il finale non sarebbe stato incandescente in quanto il loro “obiettivo” era stato raggiunto ma al triplice fischio finale si scatenava la bagarre generale allorquando un dirigente del San Benedetto si recava verso un nostro compagno di squadra e lo colpiva con una testata in pieno volto provocandoli la rottura del setto nasale; tale episodio ha scatenato l’ira di tutti ed in un attimo tutti i giocatori del San Benedetto, i dirigenti e molti tifosi che avevano scavalcato la recizione si fionadavano su di noi e ci colpivano con calci, pugni e sassi.
Il servizio di sicurezza era pressocchè nullo se si considera la presenza di un solo carabiniere, il quale in qualche modo riusciva a sedare la rissa e ci accompagnava negli spogliatoi. Dopo essere stati costretti a rimanere negli spogliatoi ad attendere l’arrivo di un’altra pattuglia dei carabinieri venivamo accompagnati fuori dallo stadio dagli stessi carabinieri in quanto alcuni tifosi ci attendevano fuori dagli spogliatoi e dal campo per colpirci con delle pietre.
Riuscivamo così a salire sul pullman per poi essere scortati dalle forze dell’ordine fino al casello dell’autostrada per riprendere la via del ritorno.
In questi casi si fa veramente fatica a parlare di sport poiché episodi del genere non fanno che infangare l’immagine del calcio, soprattutto del nostro calcio dilettantistico che deve essere una fonte di svago e di divertimento e non un pretesto per sfogare le proprie frustrazioni. Il comportamento del pubblico, dei dirigenti e di alcuni giocatori del San Benedetto è da condannare in quanto c’era premeditazione nei loro atteggiamenti dimostrato dall’accoglienza riservataci al nostro arrivo. La cosa preoccupante è che il direttore di gara il Sig. Marrone si è lasciato intimorire dal loro comportamento e non ha segnalato sul proprio referto l’invasione di campo e la conseguente rissa scatenata dai “tifosi” marsicani.
Parlando successivamente con alcuni giocatori di altre squadre del nostro girone (per ovvi motivi preferiamo non citare queste persone) è emerso che anche altre compagini hanno ricevuto un trattamento simile ed è emerso anche l’atteggiamento antisportivo del capitano che in ogni partita ha fatto emergere il suo lato peggiore aizzando compagni di squadra, dirigenti e pubblico contro gli avversari.
Concludiamo augurandoci che episodi di questo genere non si verifichino più perché RAPPRESENTANO LA MORTE DEL CALCIO E DEL FAIR PLAY.

Castel di Sangro (AQ), 8 Marzo 2010 - I GIOCATORI DEL CASTELLO 2000

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