Sulmona – “La positiva notizia del Sulmona in serie D ha punti in comune col percorso che stiamo facendo perché potrebbe e dovrebbe essere metafora e buon viatico della ripresa della città e di quel che dovrebbe e può significare per il Centro Abruzzo”.
Lo scrive in una nota Antonello De Luca del movimento Ripensiamo il Territorio che prende spunto dall’affermazione del club biancorosso per dire che “con l’impegno e la perseveranza si possono cogliere nuovi obiettivi e non possiamo dimenticare l’esperienza del Castel di Sangro negli anni ‘90”.
Per il movimento ora si dovrebbe pensare non solo ad un Sulmona più grande ma ad una sinergia da costruire con tutti gli altri centri e formare una grande squadra del Centro Abruzzo. Il progetto deve essere identico a quello della Grande Municipalità dove l’unione dei Comuni dovrà fare massa critica e diventare una “squadra unica” che possa affrontare le nuove sfide europee.
Ripensiamo il Territorio augura al Sulmona 1921 che si possano cogliere obiettivi ambiziosi ed all’altezza dei tempi nuovi che si stanno vivendo. “Ci chiediamo – prosegue – se anche nello sport e nel calcio non si possa ipotizzare una sinergia generale di tutta l’area del Centro Abruzzo per attrezzarsi a sfide future più grandi e trainanti”.
Il Sulmona dovrà spronare alle altre realtà calcistiche la cura dei vivai per produrre talenti da inviare in prima squadra. E’ questa una proposta a tutti gli effetti del movimento Ripensiamo il Territorio “ben consci delle difficoltà che si contrapporranno ma anche che ci siano professionalità e forze sparse sul territorio che non vanno disperse ma rese proficue, compattandole e superando l’eterna piaga delle nostre cittadine e squadre del campanilismo che già tanti danni ha prodotto e a cui è ora di dire basta, pensando al futuro”.
Lo scrive in una nota Antonello De Luca del movimento Ripensiamo il Territorio che prende spunto dall’affermazione del club biancorosso per dire che “con l’impegno e la perseveranza si possono cogliere nuovi obiettivi e non possiamo dimenticare l’esperienza del Castel di Sangro negli anni ‘90”.
Per il movimento ora si dovrebbe pensare non solo ad un Sulmona più grande ma ad una sinergia da costruire con tutti gli altri centri e formare una grande squadra del Centro Abruzzo. Il progetto deve essere identico a quello della Grande Municipalità dove l’unione dei Comuni dovrà fare massa critica e diventare una “squadra unica” che possa affrontare le nuove sfide europee.
Ripensiamo il Territorio augura al Sulmona 1921 che si possano cogliere obiettivi ambiziosi ed all’altezza dei tempi nuovi che si stanno vivendo. “Ci chiediamo – prosegue – se anche nello sport e nel calcio non si possa ipotizzare una sinergia generale di tutta l’area del Centro Abruzzo per attrezzarsi a sfide future più grandi e trainanti”.
Il Sulmona dovrà spronare alle altre realtà calcistiche la cura dei vivai per produrre talenti da inviare in prima squadra. E’ questa una proposta a tutti gli effetti del movimento Ripensiamo il Territorio “ben consci delle difficoltà che si contrapporranno ma anche che ci siano professionalità e forze sparse sul territorio che non vanno disperse ma rese proficue, compattandole e superando l’eterna piaga delle nostre cittadine e squadre del campanilismo che già tanti danni ha prodotto e a cui è ora di dire basta, pensando al futuro”.
Domenico Verlingieri



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